Excerpt for Diacronico by Brian McLawren, available in its entirety at Smashwords


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Brian McLawren,

Smashwords Edition.

Copyright 2010 Brian McLawren


Smashwords Edition, License Notes


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Introduzione


“…Per tutta la vita, per tutta la mia miseria di trasformarmi in così tanto altro, la mia PROESIA ha sempre avuto bisogno di giustificarmi e mi ha seguito. Si è allungata, si è piegata, strappata, scorticata, fricata, sbeffeggiata, si è fratturata occhi e parole e le ha poi ricomposte, con il sangue sulle labbra. Oggi sangue, domani livido, domani ancora -bisogno di dirlo?- -"no"-


Dunque giungo a piedi, tutto impolverato.

L'unico pensiero è furioso in mente che non lascia scampo alla vita nessun altro.

"Non voglio nessuno sappia"


Lo tengo stretto, lo sbatto a terra e lo sotterro, ma è sempre più ridente, dove mai lo lasciai.


"Non voglio nessuno sappia"


Me sa di essere in me, e con me più di quanto mai possa credere di essere, se invischiato e sciolto a liquido con altri sé che di me poco hanno a dire.


Quindi io recito la mia parte. La recito, perché urlo e brucio -a volte- e tu vedi un ghigno vedi, vedi il sarcasmo sul sopracciglio sinistro, lo vedi.


Ma io chiudo la porta.

Queste fottute spalle sono sulla fredda croce a neon della mia porta e tu non mi vedi. Tu non sai cosa faccio qui dietro.


Ti do i soprasegmentali elementi inosservabili, inossidabili -appunto senza un altro aggettivo di sopportazione- e te li sbatto dovunque. Come quel pensiero che si sposta. Mi sposto dall'obiettivo.

Non puoi seguire il topo nella sua tana.


Dove tutto non ha mai chiesto molto più di un poter esprimere niente se richiesto.

Rimanere a creare altre strade, e vorrò tornare a casa.

Tu girerai quest'angolo e sarai a casa.

Sarai casa

Sarai a casa…”

Before I Kill This Narrow Needle


An aioliolioma

index linked and bridged

pearls dig down skins

and eat frantically

flesh and fleshes' butterflies.


your romantic knot

untied and tired.

all women's riot

in a boll of sugar sperm.


your tonic un-expression

kisses faces with no eyes

no nothing in nothingness



your pneumonia

causes big time bobble


all the reversing house-rules.


there are hearts

smashed into wholeness

right

back

redundant principles.


bath

intact

still untouched.

and so beautiful in lilies

lavender echoes the night

and does not speech


aneurism

in vicarious room


your enlightenment:

imperfect

unintelligible


stand aside.


kill the ailionolomia

and farewell thee

your medieval narcissus


my majesty,

my heures d'or.


up clinging

half poisoned


- [ ] - -


before i kill this narrow needle.



Project: Not an Ego to be found.


Brian, il figlio del mugnaio.


Il cielo era un esercito di buio

e la luna un galeone in fuga.


il vento sfregiava l'aria in corsa,

la sera una stantia luce di

vetro gettata su di una collina.


il cemento era sotterrato

da spari di polvere a gettito dissonante.


e da sotto al dirupo,

il villaggio era strappato al giorno

e reso alla notte,

serrato a passo di soldato

in croci di valli.


La fermata di un salice a piedi sotto il micro - gene.


Il cavaliere a cavallo,

le porte sbarravano la via a riposo e cibo.


La cima delle scarpe

un cimelio da custodire per un racconto

che ne sarebbe nato.


la sabbia sotto i suoi piedi.


sulla spiaggia

un fuoco e una stanza in piena.


il figlio del guardiano

del mulino.

Brian, il figlio del mugnaio

con gli occhi di cemento

e le mani tese sulle corde di

briglie recluse.


tum-tum

l'eco si rispiegava ad alti battenti.

tum-tum

il suono si avvicinava

tum-tum

le corde spezzarono il cielo.


Le alte rilevanze si frantumarono nelle sue mani.


Il cavaliere senza alcuna armatura

si sedette sulla maledizione del mare

e il rapitore di onde

lasciò il dorato sguardo

crepitare come fiamme in ardente desiderio di non morire

sotto lo sguardo attento del figlio del mugnaio.


lo scotto e il prezzo

accesero i suoi occhi.

Il cavaliere e le sue mani intorno alle corde del figlio del mugnaio.


Le strade si desertificarono,

c'era la morte dentro il mare,

c'era una sola finestra buia dentro il mare

per quanto Brian potesse vedere.


al galoppo sulle onde

al galoppo sull'asfalto gelato alla luna

al galoppo sulle note di santa miseria

che fa crescere le sole ore di sola natura umana.


una mano lasciò scivolare le corde

che si intrecciavano sulla strada indaffarata a non sembrare presente.


un'altra


intorno alla vita

Il figlio del mugnaio rimase immobile.

un solo frammento di un occhio ribelle che si piega

al mistero del sentire e si chiude vinto e vinto e vinto e mille volte ancora vinto.


e lo scoccare degli zoccoli del cocchio

che cavalcava incessante galvanizzandone le arterie.


“Tornerò quando il sole tornerà ad illuminare le strade a quest'ora.

Tornerò quando il silenzio si solleverà dalla valle e il mare si tirerà indietro

per la paura di toccare le verdi cime della piana.”


al galoppo del mestiere

al galoppo del meritare.


un giorno

ed un faggio risuonava indisturbato

un mese e la terra si fece fredda

e la pioggia

oscurò la luce

un anno

la terra arida beveva gocce di sudore dalla vita di chi non passava per restare.


Brian attendeva,


Brian attendeva con le mani tra le corde

spiegate al sole

che bruciava gli occhi

e la pelle si arroventava nel pensiero.


L'infarto del mezzogiorno,

il sottomarino della mezzanotte,

la mezza giornata che di esser dimezzata non aveva il tempo.


tum-tum

il cavallo cavalcava le distanze

tum-tum

il cielo pioveva polvere d'oro.

tum-tum

il cappello rosso che

strappò l'aria di una lacerazione

e si scaraventò a terra con melodrammatica onomatopea.


Spezzò il petto

e avvisò il figlio del mugnaio che

le sabbie scivolavano,

le sabbia scivolavano via nel vetro divino del tempo

e non c'era altra eco che quella del cuore

che si sparava giù come una puttana in mezzo alla gola.


tum-tum

il cuore batteva il ritmo del tamburo

della maledetta ripercossa carcassa di seta arrogante ed annegata


quando giaceva in basso

ammazzato come una puttana.


ancora in un fardello

che si trascina legato al collo

delle generazioni

il villaggio racconta

il figlio del mugnaio

che per trecentosessantacinque giorni arrotondati per difetto

si impalò nella ricerca dell'attesa

e che quando si trafisse l'aria alla gola

con la sua corda

giacette con occhi

accesi e roventi

senza il suo cuore battere per

alcuni istanti sull'asfalto.


il figlio del mugnaio

Brian, il figlio del mugnaio.


La circense meraviglia.


le circensi meraviglie


è del tutto insignificante

la separata intromissione

di un parallelo scorrere

a piè dispari

in corsi di veleni.


"trova quel cielo

su per la corteccia"


di due albori,

solo uno si fece schiuma

e del resto

ne scorticò alba

e applicò ghiaia

al cielo


"di tempo ne avrà"


consultare

levante

al centro di ponente.


e le vie si facevano utili

all'utilitarista effimero

conciatore di polline.


"non avrai che da vedere

cena

su quel di lana"

e non avrebbe avuto da vedere

per quanto Lizzie poté vedere.


la luna era solo lanciata

a fortuna su per il vigneto.


"non avrai riconosciuto il viola

del mare

da quello della notte."

Lizzie poteva riconoscere

la forma scindersi e divincolarsi in una notte d'eco.

un'eco a tamburo.

le dita si mossero nel raggio,

le calze spezzarono il raggio.


gli stivali stretti alla caviglia,

un piccolo radiante

incastonato in un anello.


Lizzie spezzava il giacinto alla luce della luna,

Lizzie spezzava la luce della luna.


"cerca questa strada di notte"

alzò quel ciglio di smaltata meraviglia

su dalle gambe

giù per la circense meraviglia.



Per te han già scelto le scelte


Caterina

lacerava per nevrosi istintiva

maceri di carta

per la pagina bianca

che non doveva essere così bianca.


sdraiata a denti stretti

con il respiro duplice

di muoversi senza volerlo.


ora la carta non è poi

così bianca,

basta inchiostro arrossito

dall'imbarazzo

di aver perduto

carne affollata

e incredula sotto

la giacca

dai bottoni strappati

senza penare

per cercare e decidere,


per te,

han già scelto

le scelte.


Non ci si stanca mai


E lui dice che

tenere le gambe

alte e divise

è

regale indignazione

del saper guardare diritti

e addolciti

negli occhi.


Marta avrà seguito

l'immaginifico prossimo compleanno,

e Dinah saprà ben

recitare a sua cugina

le preghiere

in angloflauto

senza per giunta

digiunar mai di sana pianta.


la danza di fuoco

sulla cenere spenta

ad occhi stretti,

come i pugni.


a sferrar di stella

il sol calante.

non ci si stanca mai di intonare

e di respingere.


Qualcosa della quale non avrai più bisogno.


Ed aveva la sensazione

che l'odore fosse sgradevole

nell'aria fetida

e di trincea.

ad occhi sempre accesi

con in mano poco più che

pochi anni in meno.


e con questo,

l'odiare la seta perché

punge e lacera

se tagliente e morbida

già creduta.


ciò che di cui

aveva meno fastidio

era il salotto

a luci basse

su di un divano.


queste meste

incredule

creature che si siedono al fuoco,

e si lasciano

liete ad ascoltare...


lacerata la veste dal chiodo

ben celato,

guardi

e non era che una parte

di quella gamba

che tanto ama

celarsi sotto quei pantaloni.


hai soltanto strappato

qualcosa della quale non avrai più bisogno.


Tristano e Maddalena


Con le ceneri di Tristano,

la signora Maddalena

si trascina per la camera da pranzo.

con quelle reticenze di affidabilità´,

la notte non avrebbe avuto consiglio.

inferno e sentimento di puntualità´.


Lasciare le spoglie vicino al letto,

domani saranno sempre lì.


e non avrebbe chiesto

di spostarle

perché fino al giorno innanzitutto

Sezze, era forse la giornata

e la borghese divincolata

spregiudicatezza

di camminare e pensare

che Gesù in chiesa

avrebbe avuto lo stesso sguardo

addormentato di sempre.


quel dolore di chiodi

che si antropomorfizza

e diventa indolente

e poi abitudine.


la stessa che li portava in chiesa.

un'ora di prete indolente

cristi indolenti

ostie appiccicose.


e poi la diocesi

oggi

non ha lo stesso sapore.

è di lui che si parla

e tu non sei all'ultimo banco

controllando chi non

porta omaggi al giorno dopo.


The Diagram


A Little Bit Far Gone


A little bit far gone


I entered the room

a crawling side slides

and a bell is on a towel

left on the doorway.


the sun,

it can't be chased away.


she said,

smiling,

closing the door,

vanishing in the air.


the room.

still empty.


thinking to see.

not watching to be.


retire.

retire.

abstract backfire.


it flows backwards

and this is fixable like

water statue.


it's so before my time.

already here.

always here.


and me.

always a little bit far gone.


Burning Down


Burning Down


burning all the way

down to heaven.


Compassion


On balance.

conquering the way of the ocean itself.

with strength of trees

and the resilient craving for surviving.


the crying out for compassion

and beholding the lamb of the earth

as a demigod itself,

without possessing the necessary grace to fulfil,

still straight to it.


a catching twilight

a remembrance in a field of never ending purity.


a cross on your forehead

and one over your belt

for one is to come

to cover up

the courage of your heart.


For in the love of others

that you shall find piety and compassion.


again and once more

with eyes barely shut

and a mind crossed on over the entire

future that has opened a gate

towards the light and the darkness.

between my love

purifying the fire of Death

and the ancient wings of the warrior

that straightens me with

only hope and love.


I'm a warrior of my own god.

the one I will defend with my very last breath.


so shall it be.


Comprehension


Me1: "What did you expect from him?"

Me2: "Comprehension, i guess"

Me1: "Was You?"

Me2: "No."

Me1: "Then why did you expect something you didn't give?"


Everyday


Everyday a little less to gain hope a little more.


From The Silence of Your Gods


Seeking endlessly

the wings on a platter

which open themselves like

goddess eyes

trying to see.

glaring the inside

like a landscape

than can't be erased.


wishing a lifetime

to treat the sweet as the bitter.

in a tear

reflected in a jar

where a smile lies trapped.


symphony of a truth

which has been deflected

over and beyond a savage wood.


not knowing

lets us feel free

and afraid

for I shall find

a moonbeam

of the peace under siege.


Praising one only stream

to become a flood of light.


for you shall not fear

the soliloquy

for i shall guide my hands

towards your comprehension.


shall i love my birth

like the fear of loving again

in the very beginning of biting

the stars shining over a flag?


recreate this ruby

from the silence of your gods.


La feccia della feccia.


La feccia della feccia

It's all dirty

How did it get so filthy?


The blood

In which they

Willing lay in

And

Although the mystic's maze cries

it's barred the highway,

The dreadful look still

Moves on.


When they laid

Into the mud

They didn't know

That it was so still.


Faces drew lasts breaths from

Their breasts

One under another.


Sandy and cloudy

Villain sun,

Evil and hallowed

Beds.


Roses' beds,

Hyacinths' wings

All shattered the moonlight.


Left To Believe.


Silence.

i shut silence

i shot silence

in the head

a rush of doves reached out

the earth

like the spring

flowing out of a fountain.


a shiver

smells like burning

all the way down to hell,


and it feels like home

a flying goose

in a bleeding carpet

violet and not breathing

still living

with a scream of a mask

and a smile under it

like the mask

lives you

while you're left to believe

you're living.


My Sweet.


As in the night

I shall reach for your own breath.

for it's more me

Than i could even manage

To imagine, my sweet.


Rolling In The Mud, With The Pigs.


Miser and Self-involved

I have to admit

the pity of the shame

and the hideousness of the hills

under the bed.


With a full intact

ornament under the shapeless

scar

I thought

the guilt

to be unbearable

while a goosey smile

inappropriately rose

upon my boney lips.


how could it be?

said he

uncoiling the little bell

over his head.

how could THIS be!


what is that kind of question

that is not considered

elegantly demanding

and at the same time

crucial and escaping?


so.

I hysterically laughed.

here is another companion

of that old disguise

I had the unfortunate bad luck

to run myself into lately.


another question.

and about feeling!

I must have really

taken the sun

into the mouth,

I couldn't explain

why i'd feel so immensely

Circled over and again around my breast.


You must need no hurry indeed.

For life is but a short little

sheet of perfume

that you cannot not help

but listen carefully to each drop

pouring on the ground.


If birds could not sing

rain fall without teeming down

than you could be possibly

inadvertently

have

by the strenuous [of al respect]

a sort of perpetuating pounding

feeling like

an unfortunate coming close

of death

could catch you

while erasing silence from a grave,

but always kindly smiling,

like you were just sipping tea

from a porcelain cup.


You stand right up

and you sleep right down.


And everybody stops,

and they just keep on smiling.


They look at you smiling for a while,

than the occurrent subjects of life

have to be kept on up-to-the-date.


no missing another scorching sun

no laughing without your head in your hand.

no crying with your hands on your face,

no hiding with your face in the mud.

no rolling in the mud with the pigs.


Stay In Touch.


The noise has stopped.

I remain in silence.

and i smile to the first ray of sun.


Variations.


Charging expectations

to be more inviting.


Vetro Sporco.


L’assenza significativa.


Sopra di tutto

e al di sopra di tutto.


con questo ramo in mano

e la cinghia a tagli

sulla mareggiata

rilevanza di poche parole.


questo specchio

che non riflette

e deforma

e declina le richieste di uguaglianza

e respinge le lacrime con sorrisi.


e io potrei urlare

e tu continueresti a sorridermi.


questi occhi

che si piegano in basso

ma si inarcano di perfetta

sincronia

con una leggera menomazione

che non è data vedere

a chi può solo specchiarsi nel fiume

della mia vanità,


questi occhi

sono rilucenti

di una scintilla.


la scintilla del vuoto

che da dentro si estende più in fondo

e divora.

divora la pelle e le pesche

che ne fioriscono,

e ritaglia foto d' emozioni

per splendidi collage.


arazzi e disinvolti

sguardi,

ma al prossimo viale della

sentinella in sonno,


si desta.

e come l'onda spazza via il vento,

il cielo non ha più luce se non

dal vetro,


resto immobile

a deformarmi

in volto.

e tutto ciò che non so vedere

è soltanto tutto quello che non

potrò mai sentire.


un fresco torrente

che è dalla primavera

fredda e ghiacciata,

si è mescolato

con il sangue dell'autunno

ma scorre come lava

magnetica

cotta e sottratta alle vene della terra.


e tu mi specchi di riflettere

e di non perdere la ragione.

di lasciare la tremante speranza

sul fiore del tuo occhiello.


ma tutto ciò che ho mai potuto

vedere

erano i campi dello yorkshire

arrivati a sottolineare

come la

scelta di sciogliersi in scivolose

acque stagnanti

non potesse voler vedere

altro che questi occhi.


pieni di iati ai lamponi,

alabarda di avorio

che riflette opaca per te.


cosa giace

infrangente e loquace

al di fra gli occhi?


il vuoto.

l'assenza significativa di una coscienza.


La linea _____ di foglie secche.


Vera e' la linea di foglie secche che si sfoglia in avanti con il passaggio del vento.

Lascia la vela scivolare ad ora

Dopo ora

Nella grazia del silenzio,

Tra le mura delle celle

E le piogge che non hanno finestre

E chiedersi

Se dopotutto

Ogni viaggio

Non sia il tentativo

Di appartenere al sociale e

Rifuggirgli


Skip A Beat.


Quell'insolente sorriso nello specchio.

Occhi accesi

su verità

che hanno smesso di accendere

luce al mattino.


Perché bevi tutto il

siero in panna e limone?


Le mie mani non sono più vuote.


Sorride di nuovo

e guarda il bicchiere,

e poi me.


Non puoi rendermi te

più di me dentro me stesso.


Quelle fasce sui polsi.

Le mie braccia lisce e cadute sui fianchi.


Li poggia sullo specchio.

Sorride.

Ispira.

Gli occhi chiusi,

ed urla.


Ed io tremo.

in silenzio.

fermo.


e lame che si spezzano sui piedi nudi

gocce di miele

giù per le mani.


torni a sedere.


cado a terra.

ciò che rimane di quel che

ci divide

si srotola dai polsi

e cade indulgente sulle gambe.


lo specchio

che non si affanna

lo specchio

che non mi vede

il mio riflesso esce dalla porta e

inizia la mia vita,

ed io vi resto dentro.

ogni momento,

attendendo di potermi rivedere la sera.


Music From Pluto


Apologetica fedeltà


Si tratta dunque di sensazioni satellitari

orbitanti verso la centrifuga sensoriale

della vitalità' onirica della linfa.


E allora cambia tutto.

Cambia lo stile,

l'intento, e la musica.

Cambiano.

Devono mutare necessariamente.

non stai più parlando di

spezzettamenti sparsi di crisancuore.

qui si parla di ghigliottina,

e di condanne a morte.

di incarcerazioni e violenze.

di incenerimenti e donazioni.

trasfusioni ed emoglobina.


Diritti verso l'overdose di speranza,

a spasso con gli scheletri della radiazione radiata dall'albo di Plutone.


Gia'.

Ha vivisezionato i miei pensieri e si e' fatto uomo.

Mori' e fu glaciato,

e nel terzo millennio

[probabilmente]

potrà dire di esser resuscitato.


Credo io? in una santa apologetica fedeltà?


credo. ma il nostro mondo avrà fine.


Consapevole


Stai affogando sveglio?

stai insistendo di mare?

innesto di vergine aiuto.


alta frizione di potere.


Non saper tornare.


Tornare dove?


Dimentico lento il dolore.

Sono vivo

sono vivo

sono vivo

le prove della confusione

le creo dalla bocca del riempimento


salta la fine.

giungi alla tomba.

siamo a casa ora.

fuori dalle mani

fuori da dio

fuori dal mondo

fuori dal tempo

fuori da noi.


fuori dal corpo


una sola polvere aizzata contro il vento.

annaspare per la pace e l'aria, senza

senza

lo spazio necessario in questa tomba stretta.

una candela brucia nel silenzio.


Aiutami ad adempiere alle mie mani.

Aiutami a respirare senza il ricordo.

ricordare...


sono a casa

sono a casa

sono dove la mia casa non esiste più.


Quanto fuoco

da questa finestra.


Vitrei, ed intensi occhi sono di sbieco, alle mie sbarre.


Voglio solo continuare a non avere.

Le scelte sulle quali scommetti,

le ragnatele che sono.


affoga consapevole.

Sprofonda, sapendo.


Prova a chiamare.


Parola di sangue costante, sei nascosta in un attimo,

laddove chi ha fallito

ha lasciato la tua morte vivere.


Sono vivo.

sono vivo?


le prove della confusione hanno creato.

ci sono momenti,

in cui ho paura che non ci sia più nulla da dire.


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